Campo di Settembre

Una settimana che forma per la vita

Dal 1978, il Campo di Settembre è uno degli appuntamenti più attesi e significativi per i ragazzi e le ragazze della diocesi di Rimini. Da quasi cinquant'anni, ogni settembre, circa ottocento ragazzi delle scuole superiori lasciano casa, abitudini e ruoli consolidati per vivere insieme una settimana intera. Duecento tra animatori, sacerdoti e cuochi volontari li accompagnano. Venti parrocchie diverse convergono nello stesso spazio, con lo stesso scopo.


Una comunità che funziona davvero

Al Campo costruiamo un ambiente — un ecosistema relazionale — in cui certe cose diventano possibili.


Un ragazzo di quindici anni trova lo spazio per parlare di sé. Una ragazza scopre di saper guidare un gruppo. Adolescenti abituati alla solitudine imparano a stare insieme davvero — intorno a un tavolo, in un momento di preghiera, durante una discussione che fa arrabbiare e poi avvicina.

Ci si sveglia insieme, si cucina insieme, ci si confronta su domande grandi: il senso della vita, la fede, il futuro, la giustizia. Per molti ragazzi è la prima volta che vivono questo. E per molti, è un prima e un dopo.


La fede smette di essere qualcosa di astratto e diventa un'esperienza personale, incarnata, condivisa. Ed è qui che molti futuri educatori e animatori scoprono la propria vocazione al servizio.


Un'esperienza che genera comunità nel tempo

Il Campo produce legami duraturi. In un'epoca in cui la solitudine giovanile è un'emergenza reale, costruire occasioni di appartenenza autentica è un atto di cura che va ben oltre il perimetro ecclesiale. Formiamo giovani capaci di stare in comunità, di prendersi cura degli altri, di abitare il territorio con responsabilità.


Il problema: l'accesso economico come barriera invisibile

Un'esperienza così formativa dovrebbe essere alla portata di tutti. Oggi non è sempre così.

La partecipazione al Campo ha un costo reale, che le famiglie sostengono attraverso la quota di iscrizione.


Per molte famiglie questa quota è sostenibile. Per altre no.


Famiglie in difficoltà economica, famiglie con più figli in età da Campo, situazioni di fragilità temporanea o strutturale: in ogni casa ci sono ragazzi che rischiano di restare fuori.


Il nostro obiettivo per il 2026

Con questo progetto vogliamo raccogliere 50.000 euro per raggiungere tre risultati concreti:


  • Garantire una trentina di borse di partecipazione per ragazzi e famiglie in difficoltà economica — non come favore, ma come diritto all'esperienza.
  • Sostenere una decina di animatori e volontari, riconoscendo che chi dona il proprio tempo non dovrebbe dover mettere mano anche al portafoglio.
  • Abbassare la quota base per tutti i ragazzi iscritti, rendendo il Campo più accessibile in senso generale.


Perché sostenere questo progetto

In quasi cinquant'anni, migliaia di ragazzi della diocesi di Rimini sono passati per il Campo di Settembre. Molti di loro sono oggi gli adulti, gli educatori, i genitori che tengono in piedi le comunità parrocchiali.

Sostenere il Campo significa permettere a un ragazzo di scoprire che la comunità esiste, che la fede è concreta, che lui conta qualcosa per qualcuno. Significa togliere a una famiglia il peso di dover rinunciare in silenzio.


Il Campo è un seme. La tua donazione è una delle condizioni perché continui a germogliare.

Campo di Settembre 2026

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